Festa di fine anno, il punto di vista di un papà

… la festa di fine anno è stata carina, eravamo in tanti, le mamme che hanno organizzato si sono date molto da fare e si vede, non mancava proprio nulla, ma ormai si è fatto tardi. Uscendo dal capannone vedo un papà che mi osserva fumando una sigaretta. Apro la portiera dell’auto e sollevo di peso il mio piccolo angelo, lo metto nel seggiolino e lo allaccio. La scena si svolge in silenzio e con movimenti misurati, tante volte ripetuti. Sollevo il pesante passeggino e lo infilo nel capiente baule della mia auto, richiudo il portellone e mi giro. Il mio sguardo si incrocia con l’involontario spettatore che mi sussurra: “noi siamo stati fortunati”. Non aggancio immediatamente la logica della frase e nel tentativo di interpretarla la analizzo come mi hanno insegnato a scuola tanti anni fa. Soggetto: “noi” predicato nominale “siamo stati fortunati”, ma l’analisi logica non mi aiuta, in particolare mi chiedo chi sarebbero questi “noi” e poi “fortunati” rispetto a chi o a che cosa”? e così ribatto: “in che senso?” e lui: “nostra figlia è Down, noi siamo stati fortunati”

Ok, adesso è più chiaro, il soggetto “Noi” non mi ricomprendeva (dato che mio figlio non è Down) mentre l’aggettivo “fortunati” andava inteso di grado qualitativo comparativo in relazione al fatto che il mio angioletto non parla e non cammina, quindi riesco solo a pensare che ”fortunati” non volesse essere usato nel senso di “baciati dalla fortuna” ma piuttosto come espressione di una malevola sfortuna (per lui e la figlia) ma meno carogna che per altri (cioè mio figlio ed io) quindi, in un certo senso, un ossimoro.

Ma noi (tu ed io) siamo davvero “fortunati” amico mio, e nel senso pieno della parola, per giunta! I nostri figli disabili ci insegnano ogni giorno il valore delle cose semplici, la gioia di stare assieme, la tenerezza delle carezze, la profondità del silenzio, la vacuità dell’estetica, la debolezza dell’orgoglio. I nostri figli ci insegnano che ogni giorno che ci è dato di vivere è un regalo meraviglioso e che non dobbiamo mai darlo per scontato.

Fosse anche solo per questo, noi siamo davvero fortunati, amico mio

considerando che l’amore non ha prezzo, lo pagherò offrendo tutto l’amore che ho!

1 comment to Festa di fine anno, il punto di vista di un papà

  • Luciana

    è davvero commovente questo papa’ che vuole confortare un altro mentre magari nell’espletare i soliti gesti quotidiani non si sente così fortunato! Forse a volte si dice che i nostri figli sono una benedizione, ma che difficile accettarla nella quotidianità veloce e incalzante dove non si ha tempo nemmeno per se stessi! Però se, quando ci fermiamo un attimo, e li osserviamo, come si allarga il nostro cuore… chi potrebbe darci cosi’ tanto e nel modo che lo danno loro! La loro dedizione, il loro bisogno di noi, la loro gratitudine, i loro sorrisi e gli sguardi pieni d’amore, loro ci fanno sentire grandi, importanti, forti e necessari e buoni. Ci fanno essere delle vere persone, con una sensibilità che forse non avremmo avuto senza di loro.
    Un bacio a tutti i nostri figli e che noi genitori possiamo cogliere il lato buono di un’esperienza unica e speciale.

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