Disabile: niente gita, niente scuola

Storie di In-civiltà; è’ giusto conoscerle per essere sempre pronti al peggio….

ma noi ci andiamo in gita, eccome se ci andiamo…..anche con i Carabinieri se necessario…

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Press-IN anno III / n. 1065

La Sicilia del 07-04-2011

S.Croce. «Disabile: niente gita, niente scuola»

S.CROCE (RAGUSA). Da lunedì, Antonino, 8 anni, studente di terza elementare all’istituto comprensivo Psaumide, non va a scuola. Questo perché i suoi genitori hanno voluto dimostrare con un gesto tangibile, la propria rabbia per l’esclusione del figlio dalla gita scolastica che si terrà il 28 aprile. Le assenze di Antonino, pesano come un macigno nella coscienza degli adulti che sono coinvolti in questa delicata vicenda.
Negli ultimi giorni è nato un braccio di ferro fra la famiglia e il corpo docente. Una situazione difficile che scaturisce da problemi di convivenza del bambino nel contesto della classe e nel rapporto con le insegnanti, come conseguenza di una eccessiva vivacità e irrequietezza di Antonino, che dalla nascita soffre di una disabilità fisica degenerativa, che gli causa problemi alle gambe e alle mani. I problemi si sono accentuati nelle ultime settimane. “I medici ci hanno detto sin dall’inizio che Antonino era un bambino iperattivo – dice la madre Barbara – soffre di nervosismo per la sua situazione fisica che è difficile da gestire: ha un brutto rapporto con la malattia e in otto anni di vita ha dovuto affrontare sei interventi chirurgici”. La goccia che ha fatto traboccare il vaso trasformando quella che in questi tre anni era stata gestita come una convivenza complessa, ma comunque pur sempre riuscita, in un insuccesso formativo, è stata la gita scolastica.
“Antonino ci teneva ad andare a questa visita di istruzione – racconta il papà, Vincenzo Crucetta – così un giorno ci ha detto che dovevamo dargli 20i euro per l’adesione alla gita e abbiamo anche firmato un modulo”. Tutto bene sino a quando mamma Barbara, sabato scorso, si è recata a scuola per prendere il figlio alla fine delle lezioni. “Sono stata chiamata dalla maestra – racconta la madre – e mi è stato detto che Antonino non poteva andare alla gita, fra l’altro davanti a lui, che dopo aver sentito quelle parole è rimasto malissimo. L’insegnante mi ha detto che Antonino avrebbe potuto fare la visita solo nel caso in cui noi ci assumevamo ogni responsabilità nelle circostanze di perdita di mio figlio, o caduta, incidente o altro. Naturalmente non avrei mai firmato una carta del genere”. Barbara Taranto ha proposto all’insegnante la sua presenza. “Ma mi è stato detto che in questi casi l’accompagnamento non è previsto – racconta la madre – ed io ho spiegato che se era un problema di mancanza di posti nell’autobus, io sarei stata disponibile a venire a Catania con la mia macchina, ma anche in questo caso, mi è stato risposto che non era possibile”. Così è scoppiata la bufera. La madre di Antonino e il bambino sono andati via dalla scuola. Poi i due genitori sono tornati all’istituto per parlare con il dirigente.
“Alla fine abbiamo deciso di non portare Antonino a scuola, siamo troppo amareggiati – spiega il padre, Vincenzo Crucetta – noi riteniamo che mio figlio ha il diritto di andare alla Casa delle farfalle di Catania, in gita, come tutti i suoi compagnetti e non vedo perchè non possa farlo, dato che noi siamo disposti ad assumerci la responsabilità del suo accompagnamento visto che ci sono tutte queste difficoltà”. A seguito dell’ultima operazione che Antonino ha subito ai piedi, esattamente un anno fa, per un lungo periodo ha frequentato scuola con una sedia a rotelle. “Tutti i problemi sono iniziati in quella fase – racconta mamma Barbara – perché Antonino non voleva farsi vedere in sedia a rotelle. La sedia non passava dalla porta del bagno né c’erano bidelli disponibili ad accompagnare il bimbo. Così, io andavo a scuola ogni ora e mezza”. Una situazione che ha mortificato Antonino. Il dirigente scolastico dell’istituto Psaumide Antonino Militello è amareggiato: “Voglio solo sottolineare – dice – che i rapporti fra me, i genitori del bambino e Antonino sono stati sempre cordiali”. Il dirigente incontrerà oggi i familiari di Antonino, essendo dispiaciuto per il protrarsi delle assenze del bambino, e dato che chiaramente le stesse sono dettate da una scelta dei genitori e non da una esigenza di indisposizione del bambino. “Troveremo sicuramente una soluzione”, assicura il preside. Nel frattempo Antonino non mangia e accusa mal di testa e vomito.

di Rossella Schembri

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