Ceod Asl. nr. 8: richiesta di compartecipazione ai trasporti

La Regione taglia i fondi Disabili senza trasporti

La Tribuna di Treviso.

20 luglio 2012 —   pagina 35   sezione: Nazionale

MONTEBELLUNA Famiglie dei disabili contro la decurtazione del contributo regionale relativo ai trasporti dei ragazzi disabili che frequentano i ceod, ossia i centri lavorativi, e i cerd. Perché la differenza ricadrebbe sulle spalle delle famiglie. Quando una cooperativa ha chiesto alle famiglie di contribuire con 120 euro al mese, il comitato famiglie per la disabilità dell’Usl 8 è immediatamente intervenuto per chiedere di bloccare questa compartecipazione richiesta alle famiglie e suggerire altre strade. È uno degli effetti dei tagli alla spesa, che sta mettendo in difficoltà proprio le famiglie dei disabili. Coinvolte circa 250 famiglie che frequentano i ceod e i cerd dell’azienda sanitaria. «Qualcuno ha già detto che terrà i figli a casa perché non è in grado di sostenere tale spesa» dice Pasquale Cananzi «in questo modo si rischia di tornare indietro di 40 anni nelle politiche sociali per i disabili». Non appena è sorto il problema, si sono riuniti a Montebelluna il comitato famiglie per la disabilità, i rappresentanti delle famiglie nella Consulta Handicap, le associazioni Farcela di Castelfranco, Amici per l’integrazione di Montebelluna, La Tribù di Nervesa, Il Puzzle della vita di Pederobba, La Margherita di Borso, i coordinamenti del volontariato di Montebelluna e Castelfranco, i genitori degli utenti ceod Atkantis, Vita e Lavoro, Solidarietà, Ali, Casa Maria Adelaide e dei cerd Atlantis e Doremi e hanno approvato un documento spedito ai presidenti delle cooperative che gestiscono ceod e cerd, ai sindaci e ai responsabili dell’Usl 8 per dire che la richiesta di compartecipazione è a loro giudizio impropria. E citano a tal proposito le norme regionali sui livelli essenziali di assistenza che attribuiscono al fondo sociale regionale le spese per il trasporto e il vitto. «È improprio minacciare la riduzione dei servizi» scrivono nel documento «è ancora improprio minacciare ricadute economiche ed occupazionali sul personale a cui abbiamo sempre espresso la nostra fiducia. Creare questo contrasto tra genitori e personale dei centri ci sembra poco corretto e anche pericoloso». Ed ecco i suggerimenti: «Per risolvere la questione voi dovrete bussare ad altre porte e noi vi sosterremo con fermezza e decisione» scrivono «non è più possibile pensare che di tutta la catena, l’anello più debole, quello che sostiene da sempre il soggetto disabile, la famiglia, debba pagare». Quindi: qualche euro in più nella quota pro capite che i Comuni destinano al sociale, che nell’Usl 8 è di 22 euro, mentre nell’Usl 9 supera i 29 euro. Che consentirebbe di risolvere anche l’altra questione, quella della compartecipazione ai centri residenziali. Enzo Favero

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