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Il progetto MUSICOTERAPIA

"Collegare la mente al corpo"

Da tanti anni Farcela crede nella musicoterapia: la musica ha un potenziale terapeutico genuino, porta all’origine, all’intenzione ideale pura, sintonizza quello che non è armonico, diventa oggetto intermediario nella relazione. La musica è uno stimolo complesso, le aree attivate non sono solo quelle dell’area acustica primaria e associativa, ma interessa e coinvolge anche le aree pre-motorie, quelle linguistiche, tocca e stimola le strutture sottocorticali che attivano il sistema limbico nella regolazione delle emozioni, favorendo processi generali di rilassamento o attivazione, aiuta nei processi di apprendimento, sviluppa la plasticità sinaptica.  

Accompagnati dai nostri musicoterapisti Caterina Sambugaro e Francesco Zanetti sono quest’anno 13 i bambini e ragazzi con disturbi autistici e con disturbi generali dello sviluppo che possono, attraverso il sonoro-musicale, avere molteplici benefici laddove essi incontrano la prova più grande : collegare la mente al corpo.

Testimonianze

"La nostra associazione, con il contributo economico delle aziende del territorio in partnership con I Bambini delle Fate ma anche grazie alle risorse di energie e tempo e dedizione, permette a molte famiglie di accedere a proposte di recupero attraverso l’arte, la musica, il movimento. Queste attività sostengono lo sviluppo dell’io nel bambino e nel ragazzo speciale,aumentando l’autostima del saper fare e del saper comunicare attraverso forme alternative di linguaggi che ampliano la coscienza inter ed intra personale."
Francesco
Papà di Sara e Marco
"Anche quest'anno per Stefano l'esperienza è stata positiva. La musicoterapia lo aiuta molto a tirare fuori le sue emozioni e le sue esperienze, a comunicarle agli altri in maniera efficace prima organizzando il pensiero, poi costruendo la frase e infine usando la voce in maniera comprensibile. Lavorare con lo stesso terapeuta per anni gli ha permesso di fare un percorso in continuità, ha reso efficace il lavoro e i risultati si vedono: chi conosce Stefano e può confrontare com'era anni fa e come è adesso può confermare la differenza. C'è più ordine nel movimento, maggior controllo del corpo, è aumentata la concentrazione, l'attenzione; questo lo aiuta a pensare meglio, a parlare meglio comunicando le proprie preferenze, emozioni, decisioni e migliorando così il proprio stare bene con se stesso e con gli altri. Noi siamo contenti del risultato ottenuto e adesso che Stefano è più grande vediamo la necessità di continuare questo percorso in un gruppetto dove possa mettere a frutto queste capacità suonando (che è la cosa che gli piace fare di più in assoluto) semplici strumenti e semplici brani musicali. "
Santina
Mamma di Stefano

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